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COMUNICATO AZIONE PERFORMATIVA DELLA CULTURA INDIPENDENTE DAVANTI AL METROPOLITAN

  • ottobre 15, 2014 17:30

azione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma è un deserto culturale!!!

In questo modo si presenta la città in cui viviamo.
Una città dove spazi di libera creazione e distribuzione, il cui prodotto sia accessibile a tutte e tutti, semplicemente non esistono.
Una città in cui la formazione, dai saperi artistici a quelli artigianali passando per quelli relativi alla sanità, all’assistenza, ai mestieri, in generale la conoscenza, è alla portata esclusiva di una ristretta fascia, abbiente, di popolazione.
Una città in cui mancano i servizi sociali essenziali per uno sviluppo comunitario, ma non sono certo pochi gli investimenti operati per il benessere di una élite già abbondantemente “coccolata” sia dai favori di un settore pubblico particolarmente accondiscendente, sia dai grandi profitti riscossi dal privato.
Una città in cui ogni genuino movimento di autodeterminazione sulle nostre vite, viene continuamente e solertemente stretto nella morsa della speculazione privata e della repressione “legale” poliziesca.

Della desertificazione culturale romana, di cui la giunta comunale ne è la fiera per quanto tacita portabandiera, la situazione delle sale cinematografiche chiuse è quanto mai emblematica.

Sono oltre quaranta i cinema chiusi, collocati in quartieri popolari che ora come mai soffrono gli effetti delle politiche di austerità con la ulteriore diminuzione dei già risicati servizi, dai trasporti alle biblioteche.

Ebbene, dopo decenni di indifferenza delle amministrazioni e di attese dei palazzinari, finalmente è arrivato il momento giusto per poter “battere cassa” e, a scapito proprio di precedenti mobilitazioni dal basso su questa tematica, ora qualcosa si muove.

E si muove nella peggiore delle direzioni.

Importanti esperienze di riattivazione, come i cinema e i teatri occupati, i centri di cultura indipendente e i luoghi di autorganizzazione dei movimenti per il diritto all’abitare, sono state sgomberate.

Nel frattempo, si fanno largo progetti di “riqualificazione” di stampo prettamente commerciale, destinando luoghi adibiti alla cultura ad altre attività (centri commerciali, bingo e ristoranti sono solo alcune delle nobili varietà), alle volte con varianti della già pessima delibera nuova cinema paradiso che consente il cambio di destinazione d’uso per il 40% della superficie.

In questo rinnovato interesse speculativo vanno ricondotte anche atti amministrativi che taluni hanno forse ingenuamente letto come risultati positivi.

La c.d. “delibera Franceschini” sulle sale dismesse, ad esempio, non impone affatto alcun vincolo o alcuna tutela alle sale storiche oltre a quanto già disposto dalla normativa, bensì stabilisce un censimento che rischia di essere un primo passo per un “assalto” ai cinema chiusi, anche attraverso un generico fondo di 12 milioni di euro per il sostegno alla riapertura delle sale senza vincolarne le modalità (magari una sala da cento posti e quaranta negozi).

Quanto sta accadendo riguardo ai cinema chiusi è emblematico di una città dove la cultura è sotto attacco (da quella elitaria del teatro dell’opera all’arte di strada), dove viene negato il diritto alla città, dove gli interessi di pochi prevalgono sui diritti di molti e dove l’amministrazione locale e nazionale, con il sorriso e l’ipocrisia democratica, arrivano oltre a quello che ci avevano imposto anni di Alemanno e Berlusconi, dove sfratti e sgomberi sono divenuti ordinari episodi di ordine pubblico.

Ma quanto si è sviluppato nei e dai cinema occupati, così come in tantissimi spazi autogestiti, occupati e restituiti ai territori, è anche emblematico di quanto sia vasto e resistente un tessuto altro e conflittuale nella metropoli, di quanto sia radicata un’idea diversa di abitare la metropoli, di quanto sia vitale la produzione culturale autonoma e indipendente a fronte di un cultura “mainstream” sempre piu’ decadente.

Ed è anzitutto questo tessuto che animerà l’edizione 2014 di OFF – FESTIVAL DEL CINEMA CHIUSO DI ROMA

Un Festival che da quattro anni immagina traiettorie e sperimenta pratiche sociali e culturali di riappropriazione della metropoli.

Mentre il Festival del Cinema di Roma, che si svolgerà negli stessi giorni, annuncia di unificarsi per l’anno venturo al Fiction Fest e decide di proporre come evento clou la proiezione di “Soap Opera”, altrove batte la vivacità culturale, antagonista al binomio cultura-intrattenimento tanto caro agli architetti della città vetrina, bella solo per chi può permettersela, ma inutile a tutti e tutte.

E questo porteremo davanti ai cinema chiusi o quelli vergognosamente sgomberati, dentro quelli liberati che resistono, dentro spazi di riappropriazione collettiva.

Dal 16 al 25 Ottobre la cultura resistente ed indipendente sarà nelle strade, nelle piazze, negli spazi sociali, continuando a sperimentare pratiche di riattivazione urbana e ad immaginare traiettorie di liberazione e riappropriazione.

E non finisce qui…
E non è tutto…

 

# DIRITTO ALLA CITTA’

VEN25OTT – GIVE ME FIVE@CINQUE ANNI DI VOLTURNO OCCUPATO

  • ottobre 20, 2013 18:43

 

loc25ott

VENERDI 25 OTTOBRE

CINE TEATRO VOLTURNO OCCUPATO

 

GIVE ME FIVE@CINQUE ANNI DI VOLTURNO OCCUPATO

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CINQUE ANNI DI CULTURA RESISTENTE

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ore 19.00 Apertura/Aperitivo on the Go

 

0re 20.30 CenaFIVEgusti

 

ore 21.00 BALKAN CIRCUS FEST

– 13° Voilà le Varietà

– MondoCane DJset

 

in compagnia di:

– Spazio Espositivo “Porco Rosso”

– “Volturno Urban Art”

– Social Wine

– Infopoint Laboratori Volturno

 

Voilà le Varietà:

Cabaret di circo, giocoleria, clown, teatro di strada, danza, commedia e molto altro. Varietà  giunto alla sua tredicesima edizione, ormai un evento centrale della scena cabarettestica underground di Roma.

LINK FOTO PRECEDENTE EDIZIONE:

 

 

 

MONDO CANE [Kaligola Disco Bazar]:

 

Dj set coinvolgente e meticcio che incrocia ritmi e sonorità diverse.

#Balkan#Swing#Gypsy#Beat’n’Roll#

LINK

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“VOLTURNO URBAN ART”

Volturno Urban Art è una visita guidata dai ragazzi del collettivo a.DNA che da diversi anni con il progetto “URBAN AREA” sta contribuendo alla riqualificazione di alcuni spazi occupati con una serie di interventi artistici. Nella giornata chi è interessato può rivolgersi al banco informativo di a.DNA per chiedere informazioni ed essere guidato in un tour che toccherà tutte le postazioni di urban art presenti all’interno degli spazi del Volturno.

 

 

“SPAZIO ESPOSITIVO PORCOROSSO”

Porco Rosso Avant-Garde è un collettivo di fotografi, utilizza macchine analogiche e stampa in camera oscura. Vive d’avanguardia cercando posti nascosti e situazioni dimentiche, lontani dagli sguardi di massa. Porco Rosso ripudia la guerra e gli armamenti in generale; ricicla il riciclabile e, come del porco, non butta via niente.

SOCIAL WINE

Social Wine è un progetto che nasce dall’idea di riportare il vino alla gente, tirandolo fuori dagli ambiti elitari e modaioli che ne hanno ostacolato la diffusione culturale.
Social Wine è la ricerca di un’alternativa, di nuovi modelli basati sul dialogo tra produttori genuini e consumatori consapevoli.
Per questo abbiamo deciso di condividere il progetto con soggetti finora esclusi dal “gioco del vino” come Appassionati Senza Etichette, Centri Sociali, Associazioni culturali, Gruppi di Acquisto Solidali e Web Communities oltre naturalmente a ristoratori ed enotecari “sensibili”. Insomma tutti i soggetti che stanno già dando un’ alternativa a quello che c’è e che ha mostrato, già da un po’, limiti evidenti

INFO POINT LABORATORI VOLTURNO

Sarà presente un banchetto informativo con tutti i laboratori che saranno attivi al Volturno questo anno.

 

EVENTO FB

SOTTOSCRIZIONE LIBERA

via volturno, 37 [metro A/B termini, notturni]