Archives for giugno, 2010

Volturnée Giugno 2010 – rassegna mensile di teatro, danza e buona cucina

  • giugno 7, 2010 10:40

RASSEGNA MENSILE DI TEATRO, DANZA E BUONA CUCINA

VOLTOURNE’E GIUGNO 2010

Volturnee giugno 2010 rassegna di teatro danza e buona cucina volturno via volturno 37 roma
clicca per ingrandire

venerdì 11 – I Nuovi Scalzi “La Fedele Isabella” (Commedia dell’arte)
venerdì 18 – Compagnia Franca Battaglia “La bella Lena” (nuova drammaturgia, teatro d’attore)
sabato 19 – “In Primis, in principio era la pasta” (serata di buona cucina)
domenica 27 -“Me-Teorismi di stelle nane” (teatro) + mostra fotografica + dj set
-continua a scorrere per maggiori info-


venerdì 11 giugno

Il gruppo
di Commedia dell’Arte

I NUOVI SCALZI

ha il piacere di
invitarti

Venerdì 11 Giugno alle ore 21


all’ex Cine-Teatro
Volturno,
via
Volturno 37 (termini)

a vedere lo spettacolo

LA FEDELE
ISABELLA

uno scenario di Flaminio Scala
regia di Claudio De Maglio

con

Ivano Picciallo  – Dottor Graziano
Grifoni
e Capitano Flavio

Emmanuele Perrucci  – Pantalone De’
Bisognosi

Annalisa Alagia   – Flaminia

Vladimir Doda   – Orazio

Chiara Spoletini Isabella

Gabriele Guarino  – Pedrolino

Olga Mascolo  – Franceschina/ Cornelio

Savino Italiano  – Arlecchino

Laura Mancini  – Olivetta

INGRESSO LIBERO

Lo spettacolo è vincitore del Grand Prix al V
Festival Internazionale delle Scuole Teatrali di Varsavia.

“La fedele Isabella”, di
Flaminio Scala, è un famoso scenario del primo periodo della Commedia
dell’Arte, rappresentato fra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 dalle
compagnie dei Gelosi e dei Confidenti con i più grandi interpreti
dell’Arte, quali Francesco Andreini, Isabella Andreini e Tristano
Martinelli.

Quarant’ anni or sono,
Ferruccio Marotti l’ ha studiato e pubblicato, scoprendo, attraverso una
commedia di Flaminio Scala, composta in vecchiaia, che trascriveva nei
termini della commedia erudita lo scenario dell’Arte, le strutture
comiche specifiche dell’Improvvisa e la sua temperie realistica, ben
lontana da quella dell’ ”Arlecchino servitore di due padroni”
goldoniano. Ne è derivata un’impostazione scenica spesso oscena e
fortemente derisoria, fondata sugli archetipi corrispondenti alle
categorie sociali dell’epoca, che mantengono intatta la propria
formidabile attrattiva grazie alla loro universalità.

I vecchi avari e viziosi,
simbolo dell’arroganza del potere, gli innamorati, incarnazioni della
vitalità della giovinezza, dei sentimenti e dei sogni, e i servi,
espressione della concretezza terrena che nasce dal bisogno, vero e
proprio trait d’union tra la sfera celeste degli innamorati e
quella diabolica dei vecchi. Un sistema di relazioni che affonda le
proprie radici nel carattere sovversivo del Carnevale: la
contrapposizione sociale tra i vecchi e i servi che ha come soluzione
(solo temporanea e solo sul palcoscenico) il rovesciamento dell’autorità
prestabilita e delle gerarchie vigenti per riaffermare la dimensione
popolare dell’aggregazione, della comunione e della fame di vivere.

La messa in scena de “La fedele Isabella” ha quindi  un’
attitudine di “scavo archeologico”, si fonda sul recupero della
drammaturgia d’attore propria dei Comici dell’Arte del Seicento, e lo
scenario originale di Flaminio Scala ha funzionato come base di partenza
per mettere in risalto il lavoro attoriale, fondato su codici di
recitazione fortemente anti-naturalistici, strettamente connessi al
lavoro sulla maschera.

Il fine ultimo è stato quello di dare vita ad un
teatro che si basa sul concetto di azione/reazione fisico-emotiva e
dunque riporta la relazione attore-spettatore su un piano più diretto,
spontaneo e come in questo caso gioioso, ma anche derisorio, senza per
questo tralasciare, anzi dando forza alla complessità delle relazioni
tra i personaggi e porta alla scoperta dell’universo delle maschere
(originali, di Amleto e Donato Sartori e di Stefano Perocco di Medusa),
dalle loro forme concrete a quelle che l’organicità della maschera
plasma sul corpo degli attori.


venerdì 18 giugno

Compagnia Franca Battaglia e Ass.Cult.Aver

La BELLA LENA

(prova aperta)


Viaggio verso l’estasi in 12 contrazioni



Nuova drammaturgia – Teatro d’attore

“Questa é la storia della solitudine e del coraggio, dell’incoscienza e dell’abbandono, di chi guarda avanti perché se guarda indietro si fa male. É la storia di Lena, la bella Lena, che confondeva i sogni con la realtá e cadde nelle mani di un drago, si rialzó e lo affrontó. Chi vuole sapere come andó a finire, deve iniziare un viaggio avanti e indietro nel tempo…”
La Bella Lena Compagnia Franca Battaglia 18 giugno 2010 teatro volturno
La bella Lena è la storia di un viaggio fatto per fame, per amore, per fame d’amore e di vendetta.
É una lotta dichiarata contro la morte, non solo quella fisica ma anche quella provocata dalla cancellazione della dignitá umana e dall’oblio.
La bella Lena é voler ricordare a tutti i costi.

Dal buio alla luce: chi é reale in questa storia resta al buio per molto tempo, mentre i fantasmi, i ricordi, il sogno sono in piena luce. Realtá e ricordo si capovolgeranno, fino a lasciare spazio alla consapevolezza.
La bella Lena é la storia di una ripetuta violenza subita e non dichiarata per paura, per vergogna o perché semplicemente si fa finta che non sia successo niente. Lena é in fuga, sta scappando dal suo nemico, anche se in realtá ne porta dentro di sé il frutto. Per quanto voglia scappare dovrá affrontarlo, prima o poi. Nella sua fuga incontra Soledad, uomo che si é fatto donna e che accompagnerá Lena fino alla fine del suo viaggio e oltre.

Poi c’é Salvatore (di Baia o Baía) che é il futuro e il frutto del grembo di Lena, c’é un quaderno-diario che legherá questi tre destini e la cui scoperta sará la causa scatenante di questo viaggio della memoria.
La vecchia capera è la voce del coro-giudice, perbenista e bigotta.
E ci sono i treni mai presi e le stazioni dove si resta bloccati, come in un ricordo. Poi un giorno succede qualcosa e quel ricordo diventa il motivo per salire al volo su un treno e continuare a vivere.

La Bella Lena Compagnia Franca Battaglia 18 giugno 2010 teatro volturno
con
VALENTINA CARBONARA
CIRO ESPOSITO
costumi e luci
ARIANNA PIOPPI
drammaturgia e regia
ILARIA MIGLIACCIO

venerdì 18 giugno 2010
ore 21:00
Ingresso libero

francabattaglia.blogspot.com


sabato 19 giugno

T
I D A

Teatro Instabile Di Aosta
e
MEDIABAZOOKO
PRESENTANO

Il
19 luglio il CinemaTeatroVolturnoOccupato
si trasforma in ristorante teatrale

con
una serata dedicata alla pasta, in cui la preziosa base di acqua e
farina

verrà
abbinata ai condimenti più gustosi, creativi e sfiziosi di pesce, carne
e verdure di stagione.

Signore
e signori:

“IN
PRIMIS”

In principio era la pasta.
(ed era deliziosa)

In Primis 19 Giugno 2010 serata culinaria
Risto-laboratorio itinerante dedicato alla creazione e
alla degustazione di primi piatti.




19 GIUGNO 2010 TEATRO VOLTURNO


(VIA VOLTURNO 37 – a
due passi dalla stazione termini)




UNA SERATA A BASE DI:


pasta


condimenti freschissimi, di stagione e di provenienza certificata


musica dal vivo a cura dei Wittgenstones Blues Trio


proiezioni culinarie


esibizioni teatrali a cura del Teatro De MeRode




Ingresso gratuito – tavoli liberi fino ad
esaurimento posti.


Si mangia a partire dalle 19.30




(P.S.  Meglio prenotare. I piatti potrebbero sparire molto in fretta!)




MYSPACE




PER INFO E PRENOTAZIONI:
inprincipioeralapasta@gmail.com
oppure Eugenio: 3477376132 Fabio:
3293137730

domenica 27 giugno

Me-teorismi di stelle
nane

Con
Elisa Menon e Ida Vinella

Regia
e adattamento drammaturgico : Ida Vinella

Testi
e consulenze: Caterina Venturini

Il gioco è un circuito ruotante.
Regola principale: correre senza fermarsi, mai.
Volontà obbediente
e identità malleabile: ottimi prerequisiti per procedere alla
conquista di alti livelli nella società.

Alla fine ci sarà anche un premio. Un
premio. Il circuito impone regole , il circuito impone regole e
cambiamenti , il circuito onnipresente ad accomodarti la vita, a
saperne di te. Tutto per te. Un dolce riguardo che si fa condanna se
per sbaglio ti fermi a pensare, rallenti o disobbedisci ai comandi.
L’ingranaggio del vortice interrompe il fluire, si retrocede fino
al riassestamento. Non ti è concesso. Se si è sovversivi non si
può continuare, la personalità non esiste, come pedine di un gioco
a punti.

Silenzio.

Il progetto si ispira al romanzo di
Caterina Venturini “Le tue stelle sono nane” (pubblicato nel
2009 da Fazi Editore). Ne coglie sostanzialmente l’aspetto di
denuncia , in particolare la condizione di precarietà del giovane
nella società in cui sceglie di entrare per poter assistere un
giorno allo splendere della sua stella nuova. Il circuito e il gioco
sono metafora di un tempo spietato che scandisce i ritmi di una
società globale che più si finge libera e aperta, più si rivela
intransigente e ossessiva.

ore 20.00 aperitivo
ore 21.00 spettacolo


a seguire: apre lo spazio espositivo “Corridoio Fotografico”
a seguire: DJ Set Reggae