DIRITTO ALLA CITTA’ IN PIAZZA DEI SANNITI – SAB4OTT dalle 16.00

  • ottobre 1, 2014 16:47
agenda-urbana2



















Palestre popolari, artisti di strada, osterie popolari, musica e cultura indipendente.

#dirittoallacitta
#Tuttiliberi


Sabato 4 ottobre Piazza dei Sanniti

★Storie in piazza:Palestre popolari,artisti di strada,osterie popolari,musica e cultura indipendente

►Ore 16 Esibizioni delle Palestre popolari

►Ore 18 Artisti di strada, Murghe, Titubanda, Reading

►Ore 20 presentazione dell'agenda Urbana

►Ore 20.30: Cena popolare a cura delle osterie popolari

►Ore 20.45 Concerto di Giulia Anania | Militant-A | reggae in piazza con Lampa Dread/Sego/Baracca

In visita negli Stati Uniti al Primo Ministro Renzi è scappato di bocca 
"Per primo ho la consapevolezza che alcune cose vanno cambiate in modo quasi violento". 
Doveva essere un segnale a banda larga perchè a Roma, il giorno dopo le dichiarazioni del premier, 
il segnale è arrivato forte e chiaro. Sono andati agli arresti cautelari due esponenti 
del movimento romano, 
Nunzio D'Erme del Centro Sociale Corto Circuito e Marco Bucci, del Centro Sociale Spartaco. 
Ulteriori arresti che, sommati a quelli a carico di Paolo e Luca, 
sono un segnale forte per tutti quelli 
che si oppongono all’imposizione della radicale trasformazione della città e delle nostre vite, 
a partire dalla svendita del patrimonio pubblico, dalla privatizzazione dei servizi, 
dallo smantellamento del welfare, 
dalla desertificazione delle politiche culturali.

Gli effetti di queste politiche mortifere sono evidenti: Roma è una città, ormai, 
chiaramente allo sbando. 
Solo nelle ultime settimane: Corcolle, Tor Pignattara, l'aggressione a 
tre ragazze al Pigneto da un gruppo di uomini. 
Una famiglia con due minori è stata sfrattata a Centocelle, e durante 
il picchetto di solidarietà 
la Polizia carica senza avvertimento un gruppo di persone che volevano difendere il diritto 
di quella famiglia a non finire per strada. Due rappresentanti 
del sindacalismo di base e conflittuale licenziati in tronco 
per avere denunciato sui media main stream le loro condizioni di sfruttamento. 
Prima dell'estate otto mila bambini a Roma sono rimasti senza asilo nido. 
I genitori? Tutti precari o disoccupati.

Nella città di Roma a scontrarsi non sono le culture, sono le persone. 
Ma qui sullo scontro qualcuno ha scommesso forte, perché lo scontro è redditizio 
tanto da aver regalato il dono dell'invisibilità al Sindaco di Roma Marino, 
a meno che non stia a 
Palazzo dei Conservatori a fare compagnia all'originale del Marc'Aurelio. 
Un sindaco che consegna la città alla Magistratura e alla Questura, 
mentre promuove incontri istituzionali con 
28 sindaci d’Europa pensando di poter introdurre politiche vincenti 
in tema di agenda urbana a suon 
di investitori finanziari e grandi speculazioni senza sporcarsi le mani 
con le grandi sofferenze sociali che pullulano nel tessuto metropolitano.

A Roma pero' sta accadendo qualcosa che i romani cominciano a realizzare, 
perché questo scontro tra persone, 
tra "razze", tra disperazioni metropolitane si sta dimostrando il più grande laboratorio di 
repressione sociale mai sperimentato prima, dove la chiusura di spazi di agibilità politica 
a suon di sgomberi e sfratti, va a braccetto con le restrizioni della libertà 
dei compagni da sempre impegnati nelle lotte sociali.

È arrivato il tempo di ri-alzare la testa. A partire dalla richiesta della immediata scarcerazione di 
Nunzio e Marco il giorno dell’udienza del tribunale del riesame a metà ottobre, 
così come della revoca dei domiciliari per Luca e Paolo, 
attivisti dei Movimenti per il diritto all'abitare (udienza 10 ottobre) e degli obblighi di firma 
a carico di altri compagni per aver partecipato attivamente al corteo dello scorso 31 ottobre.

È arrivato il tempo di ricostruire legami sociali indeboliti in una Roma mangiata dalle privatizzazioni 
che vuole continuare a vivere come città, a godere di spazi comuni, 
di servizi per tutti e dove si può respirare aria di libertà e democrazia.

"Con Roma città aperta l'Italia ha riconquistato il diritto di guardarsi di nuovo in faccia" 
disse Jean-Luc Godard 
all'uscita del film. Oggi è venuto il momento di riconquistare il diritto di libertà e 
il diritto alla città e lo inizieremo a fare ri-prendendoci una piazza di San Lorenzo 
il giorno 4 ottobre, 
dove porteremo quella voglia di riconquistare ed immaginare quel futuro che vogliono sottrarci.

Palestre popolari, artisti di strada, osterie popolari, musica e cultura indipendente.

#dirittoallacitta
#Tuttiliberi

COMUNICATO DI LANCIO DEL 1 OTTOBRE IN OCCASIONE DELLA CONTESTAZIONE DEL MEETING A ROMA
DEI SINDACI EUROPEI PER STABILIRE UN'AGENDA URBANA EUROPEA

Oggi il sindaco Marino ha invitato a Roma i sindaci d'Europa per presentare
la sua "agenda urbana", l'ennesimo evento vetrina che nasconde i problemi
reali di questa città.</p><hr id="system-readmore" />Per questo, in una
città blindata, abbiamo deciso di dare vita ad un'azione simbolica di
contestazione calando uno striscione di fronte al Colosseo, nel cuore della
città, quanto più possibile vicino al Campidoglio.
Un'amministrazione nei fatti commissariata dal governo Renzi (vedi decreto
Salva Roma) e in balia delle decisioni dei poteri di polizia e giudiziari
che s'appresta a tagliare ulteriormente i servizi pubblici e a privatizzare
il patrimonio immobiliare.</p>
Per questo proponiamo alla città, singoli, associazioni, gruppi informali,
spazi autogestiti e occupati di costruire insieme un percorso largo ed
inclusivo che parli di un reale diritto alla città.
Un primo momento d'incontro e confronto sarà il 4 ottobre in una piazza
simbolica di Roma, Piazza dei Sanniti dalle 16 fino a serata con dibattiti,
iniziative e musica. In questa occasione presenteremo la nostra agenda
urbana, primo passo di questo percorso e chiederemo a gran voce, ancora una
volta, libertà per Nunzio, Marco, Luca e Paolo.

Assemblea per il diritto alla città

LABORATORIO METROPOLITANO DI CULTURA INDIPENDENTE

  • settembre 25, 2014 16:08

LABORATORIO METROPOLITANO DI CULTURA INDIPENDENTE

Invitiamo tutte e tutti, i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, gli operatori e le operatrici culturali, la cittadinanza intera, al Laboratorio Metropolitano di Cultura Indipendente che si terrà Lunedi 29 Settembre alle ore 18.30 nella sala assemblee di Casal de Merode, in via Casal de Merode 6a. Il Laboratorio, il cui percorso è da costruirsi insieme in maniera orizzontale e condivisa, sarà incentrato sulla precarietà del settore culturale in un’ottica generale di diritto alla città(quale diritto alla città se non vengono garantite le minime esigenze per una libera creazione, espressione e diffusione culturale?); sarà un luogo in cui riflettere sulle problematiche del settore e portare avanti delle rivendicazioni, attraverso lo strumento delle azioni performative, che abbiano l’ambizione di superarle e l’obiettivo di riprendersi spazi e momenti di libera espressione e alterità.

Ci vediamo tutt@ Lunedi 29 Settembre a Casal de Merode per iniziare a rompere le catene dello sfruttamento e scegliere i cieli più limpidi per liberare i nostri sogni.

[ il di prossima composizione ]

Laboratorio Metropolitano di Cultura Indipendente

CULTURA INDIPENDENTE PER UN NUOVO DIRITTO ALLA CITTA’

  • settembre 25, 2014 14:57

CULTURA INDIPENDENTE PER UN NUOVO DIRITTO ALLA CITTA’

Il diritto alla città, una città inclusiva, costruita dal basso, aperta a tutt@ e soprattutto che contenga le garanzie volte non solo a tutelare la nostra dignità, ma ad esaltare la nostra personalità, non può che includere un aspetto di fondamentale importanza come quello della promozione e della diffusione di cultura indipendente.

Quale dignità infatti ci rimane in una città in cui, non solo la cultura indipendente non viene incoraggiata e messa nelle condizioni di articolarsi, ma sono gli spazi culturali tout court via via a scomparire, pressati dalla minaccia della rendita e del profitto?

La cultura non conviene? Allora facciamo un bel centro commerciale, un sala slot, un centro benessere oppure lasciamo tutto com’è, al totale abbandono, ed aspettiamo cambiamenti legislativi che, si sa, sotto la spinta dell’opportunità economica, potrebbero arrivare presto, determinando una rinnovata convenienza. Allora ecco che il cinema di quartiere diventa una residenza con appartamenti di lusso, il teatro vicino casa diventa un ristorante e l’altro cinema in centro, per citare l’ultimo caso del “Cinema Metropolitan” in Via del Corso, si trasformi in un atelier di moda. Oppure, ancor più drammaticamente, immobili eredi di un grande passato culturale marciscono lentamente, svalutandosi per diventare di nuovo preda di qualche scaltro speculatore.

Tutti questi cambiamenti del tessuto urbano ci ricordano, in fin dei conti, che non dobbiamo illuderci di essere persone che si relazionano, costruiscono in maniera critica, condividono e scambiano i saperi, in poche parole facciano cultura, ma solamente merce da controllare, utile ad essere sfruttata con i soldi che spendiamo, soldi conquistati faticosamente dal nostro sfruttamento. La nostra esigenza, indotta dal mondo che vediamo, quello calato dall’alto e del quale non abbiamo nessun diritto di ideazione, è solamente quella del consumo, non della produzione di valori.

Qual’è stata, in questi ultimi tempi di spregiudicata avanzata dell’interesse privato e della speculazione nel campo della cultura, la risposta della politica cittadina a tutto questo? Nell’ordine:

  • Mesi e mesi di assenza di un assessore alla cultura a testimonianza dell’importanza rivolta dalla giunta comunale alla questione culturale.
  • Un bando sull’estate romana 2014, ultimo colpo dell’ex assessora Flavia Barca, che ha tra i suoi requisiti fondamentali quello della “capacità di produrre indotto”, inserendo di fatto il concetto della massimizzazione del profitto accanto a un valore immateriale come la cultura.
  • L’insediamento della nuova assessora Giovanna Marinelli che ha presentato la sua gestione culturale della città in una serie di avvincenti vicende: l’imbarazzante e colpevole silenzio di fronte alla serie di sgomberi estivi effettuati dalla prefettura nei confronti di spazi sociali, no profit, in cui si produceva e distribuiva cultura; una dichiarazione che diceva “più privati nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio capitolino”, oltre ad una generale riflessione che incitava a dare più spazio a privati, nella raccolta dei fondi e nella promozione del patrimonio artistico e storico di Roma; l’inaugurazione in grande stile a Luglio del parco di divertimento-culturale Cinecittà World, simbolo perfetto del modello di città vetrina(tutta forma e niente sostanza e soprattutto tutto a pagamento e quindi non per tutt@), finanziato dai grandi magnati italiani dell’industria cinematografica e il cui obiettivo è ambizioso, raggiungere 1.500.000 visitatori nel 2015 con un fatturato stimabile intorno ai 55 milioni di euro.

Ci chiediamo qual’è il fine della cultura: fare soldi o sviluppare il pensiero critico? Noi pensiamo che sia questa seconda opzione ad essere in linea con il diritto alla città. In seguito alla sgombero del Volturno, abbiamo incontrato proprio l’assessora alla cultura Giovanna Marinelli e le abbiamo domandato: “esiste al momento attuale un’alternativa diversa dagli spazi sociali autogestiti e occupati che permetta un’offerta e una gestione culturale accessibile a tutt@?”. La risposta è stata “No”.

In definitiva la sintesi tra l’approccio pubblico e quello privato nella gestione cittadina della cultura può riassumersi in questo modo: non c’è posto per luoghi e momenti culturali, a meno che questi non diventino opportunità economica. Per questo noi proponiamo un terzo approccio, “comune”, che superi gli altri due e che si basa sulla cultura indipendente.

Cultura indipendente vuol dire, brevemente, anche se è un concetto che bisogna approfondire più attentamente, uno stato di possibilità in cui la cultura è stimolata come valore intrinseco ed immateriale, quindi oltre la sua convenienza; prodotta da chiunque, non necessariamente per rispondere a quello che il mercato richiede; distribuita in modo da essere accessibile a tutt@, senza la selezione indotta dal mercato e che si basa sul potere d’acquisto che stabilisce che chi ha i soldi può accedervi, mentre chi non ce l’ha no. Cultura indipendente è una condizione che permette, alla stregua di altri beni comuni, la sua libera attraversabilità a tutt@.

Allo stato attuale, considerando l’attacco della prefettura sotto il silenzio più totale dell’amministrazione e scagliato alla “libertà nella città”, dobbiamo constatare, oltre la scarsa attenzione rivolta in generale alla cultura, la volontà politica di eliminare quegli spazi maggiormente promotori di cultura indipendente come gli spazi autogestiti e occupati che si situano in un terreno di movimento extra profitto.

E’ indispensabile per questo motivo preoccuparci della loro esistenza, resistenza e sopravvivenza, ma non solo. E’ ancora più importante richiedere che alcune condizioni culturali vengano garantite e che la questione culturale in assoluto sia realmente gestita dal basso, in comune e in maniera partecipata perché il nostro bisogno di libertà, come diceva Gaber, è raggiungibile solo attraverso la partecipazione.

#ROMPIAMOleCATENE

#LIBERIAMOinostriSOGNI

17 Set ORE 17 – ASSEMBLEA PUBBLICA PER UN NUOVO DIRITTO ALLA CITTA’

  • settembre 15, 2014 13:05

diritto alla città

‪#‎DIRITTOallaCITTA‬‘ ‪#‎AssembleaPubblica‬ ‪#‎PiazzaDeiSanniti‬‪#‎17SettembreALLE17‬

“L’estate sta volgendo al termine.

Un’estate che ci immaginavamo, o forse speravamo, diversa. Sgomberi, sigilli, denunce a carico di attiviste e attivisti e campagne a mezzo stampa hanno colpito realtà storiche e radicate dell’autogestione romana così come quelle più giovani e trasversali: la linea di continuità è quella di non tollerare alcuna forma di autorganizzazione che si frapponga tra la città e la sua trasformazione all’insegna di profitti e speculazioni, chiudendo ogni possibilità di trattativa possibile.

Esemplare in questo senso è quanto accade a Milano, dove spazi autogestiti vengono sgomberati in nome della legalità mentre l’Expo e gli enormi profitti che produce, nonostante gli scandali, devono essere salvaguardati e garantiti.

Così come parlano chiaro le nuove norme contenute nel Piano Casa rispetto all’emergenza abitativa. Chi non può permettersi di pagare un affitto e occupa una casa paga col distacco delle utenze e la cancellazione della residenza. Mentre la rendita immobiliare viene garantita con gli sgomberi, sacche sempre più consistenti di popolazione vengono estromesse dal riconoscimento dei diritti e delle garanzie fondamentali. La marginalizzazione sociale non è più un problema sociale ma la sua soluzione. Le pesanti misure cautelari subite da esponenti dei movimenti di lotta per la casa si iscrivono precisamente in questo inquietante quadro.

E’ in atto un pericoloso tentativo di “riscrittura” delle nostre città. Un tentativo che non tocca soltanto gli spazi sociali occupati e autogestiti ma coinvolge tutti e tutte, non ultimo il mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale, che con la futura approvazione della riforma del terzo settore dovrà limitarsi ad essere esecutore materiale di politiche di contenimento imposte dall’alto. A chi è sempre stato presente sui territori e, quindi, ne conosce i reali bisogni, si toglie la possibilità di progettare e decidere insieme gli interventi da attuare.

Il risultato, a Roma, è sotto gli occhi di tutti: una amministrazione comunale incompetente che da un lato promuove una città dove si vive male e si spende troppo per gli alloggi, per i trasporti, per la carenza di infrastrutture sanitarie pubbliche di qualità, di scuole e luoghi di socialità e cultura, incentivando la speculazione dei privati; dall’altro fa pagare un conto salato chiamato “deficit di bilancio”, obbligando la città tutta a subire drastici tagli, abilmente riassunti nel decreto Salva Roma

Tutto questo in nome della tanto invocata “legalità”, in nome di un debito pubblico da risanare e di un deficit comunale a cui far fronte svendendo tutto. Lasciando come sempre indietro i servizi alla città, le tutele sociali a categorie sempre più ampie di popolazione. Ma è illegale chi costruisce tessuto sociale, autogoverno e welfare dal basso nei territori da anni oppure chi favorisce solo la desertificazione culturale, la rendita e la speculazione tentando di privatizzare e svendere in ogni modo il patrimonio pubblico?

Alla legalità rispondiamo con la legittimità. Quella legittimità che costruiamo ogni giorno insieme a tanti e che nessun potere amministrativo può mettere in discussione. Crediamo che oltre al pubblico e al privato e alla loro sempre più funesta commistione, esista un’altra idea di pubblico in quanto comune, di autentica partecipazione e costruzione collettiva.

Pensiamo che sia centrale rimettere al centro la questione di chi decide in questa città e ritornare a prendere parola su queste decisioni. Per questo invitiamo tutte le realtà che si battono contro la speculazione, le privatizzazioni e per i beni comuni, dai movimenti per il diritto all’abitare ai comitati territoriali, dai sindacati conflittuali al mondo della cooperazione, a un confronto pubblico il 17 settembre h17.30 a Piazza dei Sanniti (San Lorenzo).  Per avviare un percorso comune che parli alla città, capace di promuovere una grande mobilitazione per il diritto alla città”

ANCORA REPRESSIONE E CARICHE DELLA POLIZIA DAVANTI AL VOLTURNO

  • luglio 24, 2014 19:05
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Questa mattina siamo tornati in tanti e tante davanti all’ex cine teatro Volturno occupato, sgomberato il 15 luglio con un’ingente operazione poliziesca e nuovamente riconsegnato dalle istituzioni al degrado e alla speculazione in una zona, quella di Termini, dove evidentemente non se ne sentiva il bisogno. 
Da quel giorno diverse iniziative sono state messe in campo, dalle incursioni teatrali nei cinema e nei quartieri, a un grosso corteo che ha sfilato per il centro rivendicando spazi sociali per la cultura indipendente e per gli sportelli abitativi fino alla giornata di ieri quando abbiamo portato in strada tutte le iniziative culturali e politiche che si svolgevano all’interno di quello stabile. Le prime avvisaglie sono state chiare: ieri, infatti, nell’assoluta indifferenza di media e istituzioni siamo stati circondati e spintonati da numerosi plotoni di polizia e carabinieri con la scusa del blocco del traffico. 
 
Sappiamo che si tratta di una scusa: non fa paura il blocco del traffico ma la resistenza di una comunità, dagli artisti di strada ai teatranti passando per chi lotta per la casa, che non accetta lo sgombero coatto di un luogo simbolo della riappropriazione dalla rendita, dalla speculazione e dagli interessi mafiosi. 
Oggi, quindi, siamo tornati. Eravamo in tanti (occupanti di case, operatori culturali e chiunque non si arrende alla devastazione del posto) con i nostri striscioni, i nostri corpi, le nostre voci e! il nostro agglomerato meticcio. 
Cosa chiedevamo? Garanzie sulla destinazione d’uso dell’ex cinema (la garanzia di una supervisione delle istituzioni sul posto, che non lo facciano diventare una sala Bingo, o un centro benessere, come molti giornali scrivono ma che rimanga uno spazio destinato ad un uso culturale anche in futuro), garanzie da parte della sovrintendenza sull’edificio storico (essendo un cinema degli anni venti situato in una zona centrale di Roma), e l’immediata sospensione dei lavori all’interno fino a che a queste domande non venisse data una risposta. 
Le risposte? Da una parte, la loro, sempre uguale a: un plotone di celere è immediatamente intervenuto caricando a freddo quella che era una manifestazione pacifica, disperdendola e lasciando sul posto la solita conta di feriti. Dall’altr! a parte, quella delle istituzioni. 
Anche qui nessuna sorpresa: in concomitanza con la manifestazione si stava svolgendo un tavolo all’assessorato del patrimonio con la presenza del vice sindaco Nieri. Di fronte all’insistenza di chi chiedeva una mediazione politica rispetto alle cariche in corso, il vicesindaco si è lamentato di non poter fare niente. 
Roma è oggi una città commissariata dal prefetto che fa il bello e il cattivo tempo sempre a servizio dei poteri forti (speculatori, palazzinari, comitati d’affari) pronto sempre a schierare i suoi uomini in divisa e a caricare chiunque non risponda ai suoi ordini. Il comune, nonostante si vanti di appartenere al centro sinistra dei diritti, non fa altro che allargare le braccia, dimenticandosi completamente il significato delle parole diritti e democrazia, rimanendosi allora complice delle devastazioni urbane e sociali ch! e questa città continua a subire. 
Siamo pronti ad un’estate di lotta. Continueremo la nostra battaglia sul Volturno Occupato convinti che vada sottratto alla logica del profitto e venga restituita alla cittadinanza quella risposta dal basso ad un’emergenza culturale e sociale che il Volturno Occupato rappresentava. Continueremo la lotta per la casa come unica soluzione al problema abitativo di questa città e, più in generale, di questo paese che assume contorni sempre più drammatici. 
 
Nonostante le ferie non siano ancora arrivate (beati loro che se le possono permettere) ci sembra che la giunta Marino sia in vacanza da diverso tempo per quanto riguarda il campo dei diritti e dei bisogni in questa città. Coordinamento cittadino lotta per la casa 
Laboratorio di cultura indipendente Volturno Occupato

MER23LUG – IL VOLTURNO SI RI-ATTIVA

  • luglio 22, 2014 16:25

voltcop

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Volturno, luogo di produzione e fruizione di cultura indipendente, contenitore di soluzioni sociali, è stato sgomberato Martedì 15 Luglio. A migliaia e migliaia di persone, per dare un numero, ma potremmo parlare di intera cittadinanza, è stato sottratto uno spazio di libera condivisione, scambio di saperi, espressione, formazione, aggregazione, critica e proposta sociale. Uno spazio libero, sia relativamente alla sua accessibilità assoluta sia perché slegato dalla tentazione, oppure dal ricatto, del profitto. Coloro che sono stati privati di questo spazio al centro dei bisogni e dei desideri di tutt@, in primo luogo i “SENZACULTURA”, invaderanno le strade di questa città, perché non hanno altro posto, perché ne sono stati privati. Incominceranno a farlo, scegliendo proprio la strada davanti al Volturno.

Sarà un’invasione culturale che porterà arte, colori, comunicazione, relazioni davanti a quella porta che un tempo ospitava un capolavoro della Street Art e oggi, invece, ospita il malessere dell’egoismo individuale, un capolavoro della speculazione privata dalle imperscrutabili tinte nere.

In concomitanza sarà presente uno sportello che risponde all’emergenza abitativa, di chi offre un’alternativa allo schiacciamento sociale operato, in particolar modo in questa città, dagli interessi dei palazzinari.

Dalle 18:00 fino a che ne avremmo voglia, animeremo la nuova piazza culturale davanti al Volturno con:

-> SPETTACOLI
-> MUSICA
-> CIRCO
-> LIVE STREET ART
-> PROIEZIONI
-> SOUND
-> MOSTRE FOTOGRAFICHE

Il Programma verrà aggiornato di continuo a questo indirizzo:
http://it-it.facebook.com/pages/Volturno-Occupato/355200737847124

EVENTO FACEBOOK

STAY TUNED !!!

#culturaINDIPENDENTE
#VOLTURNOsiriprende

MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE
RETE DEGLI SPAZI OCCUPATI AUTOGESTITI

COMUNICATO VOLTURNO SU INCONTRO ASSESSORATO ALLA CULTURA

  • luglio 21, 2014 17:05

assessorato

COMUNICATO SULL’INCONTRO DEL COLLETTIVO DEL VOLTURNO CON L’ASSESSORA ALLA CULTURA DEL COMUNE DI ROMA GIOVANNA MARINELLI

 

Oggi, lunedì 21 Luglio 2014, alle 9:00, ci presentiamo davanti all’assessorato alle politiche culturali di Roma. Solita accoglienza. Una camionetta della Polizia presidia l’ufficio delegato allo sviluppo culturale della città difendendolo dalla minaccia, per così dire, della cultura indipendente.

 

Alle 9:05 entriamo nell’ufficio e incontriamo la nuova assessora alle politiche culturali, la signora Giovanna Marinelli, alla quale, dopo aver  illustrato  la storia del Volturno e le attività svolte durante la sua occupazione, rivolgiamo le nostre richieste: chiarimenti sulla catena decisionale che ha portato allo sgombero; assunzione di responsabilità e di una posizione dell’amministrazione rispetto allo sgombero eseguito dalla prefettura, distanziandosene oppure condividendola; riconoscimento di un’esperienza culturale attiva da sei anni all’interno di un quadrante urbanistico difficile dal punto di vista socio-culturale; informazioni sulla proprietà ed eventuale progetto di questa sull’immobile; imposizione del rispetto del vincolo di destinazione d’uso culturale relativamente all’attività svolta all’interno del Volturno; tutela del patrimonio storico e architettonico di un edificio ubicato all’interno del centro storico.

 

Dopo avere ascoltato le nostre richieste, l’assessora ha chiesto del tempo al fine di dare le dovute risposte e, contestualmente prendere una posizione sull’accaduto. Ha altresì espresso il suo interesse a fare luce sulla questione, dicendo che se ne sarebbe occupata quanto prima. Per questo è stato fissato un nuovo incontro per la prossima settimana. Incontro in cui pretenderemo le risposte che sono state promesse questa mattina dall’assessore.

 

Durante il colloquio abbiamo comunicato la nostra decisa disapprovazione verso un atto repressivo come è stato lo sgombero del Cine Teatro Volturno Occupato, libero luogo di condivisione, scambio di saperi, formazione, espressione e critica sociale. Equipariamo ad una nuova forma di fascismo la sottrazione di uno spazio di produzione di cultura indipendente, accessibile a tutti e tutte, quanto più svincolato da rapporti di subordinazione economica, nato come risposta ad una grave emergenza culturale e da questa configurando un’alternativa valida e riproducibile. Abbiamo comunicato di essere presenti a quel tavolo, non solo come singola esperienza di rivendicazione, ma anche e soprattutto come parte di un movimento molto più ampio che investe spazi sociali e movimenti per il diritto all’abitare, ugualmente decisi a non mollare di un centimetro tutto il patrimonio conquistato con i percorsi e le lotte intraprese.

 

L’assessora, nonostante il ruolo istituzionale e un atteggiamento cauto, ha condiviso un punto importante al quale auspichiamo possa dare la necessaria continuità politica e priorità nell’agenda dei lavori. Di risposta alla nostra ferma convinzione che gli spazi sociali non vadano toccati in quanto costituiscono una risorsa indispensabile nel deserto culturale in cui viviamo, l’assessora ha ammesso che nella città di Roma la risposta della politica all’importante fabbisogno di strutture, accessibili a tutti e tutte, che assicurino il legittimo bisogno di esprimersi, formarsi, condividere, intrecciare relazioni, in poche parole di fruire e produrre cultura, sia stata gravemente carente, se non assente. Visto il contesto del discorso, che su nostro impulso ha preso l’abbrivio dall’attività dei centri sociali-culturali e dall’indebita loro criminalizzazione, stante il loro essere risposta ad esigenze fondamentali della cittadinanza, si poteva evincere, quindi, anche un riconoscimento dell’assessora alla necessità sociale che fonda e anima l’attività dei centri sociali-culturali e un riconoscimento di questa funzione e di questa necessità.

 

Promettendo all’assessora che continueremo a difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione quegli spazi di operatività che abbiamo conquistato, ci auguriamo che il suo operare futuro non smentisca questo suo atto di presa di coscienza odierno.

 

LABORATORIO DI CULTURA INDIPENDENTE VOLTURNO OCCUPATO

 

Di seguito un link del comunicato ufficiale dell’Assessorato:

http://www.romadailynews.it/politica/lassessore-marinelli-incontra-una-delegazione-del-volturno.php

SAB19LUG – CINEMA ALL’APERTO vs. SPECULATION MARKET

  • luglio 18, 2014 16:18

banner-19Luglio

Sabato 19 Luglio – Per il diritto alla città
Cinema all’aperto contro speculation Market
Ponte Settimia Spizzichino (lato ostiense)

Il 1° Giugno 2014, abbiamo occupato, per un giorno, gli ex-mercati generali; lo abbiamo fatto per accendere un faro su uno dei tanti spazi abbandonati di Roma Sud, destinato all’ennesima speculazione.
Abbiamo detto Cultura Indipendente VS Speculation Market, perchè siamo ostinati e pretendiamo il diritto di mettere in contrapposione due interessi, quello dei privati sostenuti quasi sempre in maniera esplicita dalle istituzioni, e quello collettivo, in cui è necessario un altro tempo, quello della partecipazione diretta, della salvaguardia degli interessi collettivi, della redistribuzione della ricchezza.
Le nostre vite contro i loro profitti.

Per questo stesso motivo, il Volturno Occupato, uno dei motori di questa esperienza, è stato sgomberato. Questa iniziativa sarà già una risposta collettiva per quello che il Volturno rappresenta in questa Città e che hanno voluto brutalmente messo a tacere: rivendicare un altro modo di vivere la prodzuione culturale e, in generale, di immaginare e costruire la metropoli di Roma.

Ore 19 aperitivo sociale con

Proiezione di Materiali Video relativi al Volturno Occupato

Ore 21
“Breve inchiesta sugli ex mercati generali”
(Roma, 2014 – intelligenza collettiva)
Un primo passo di inchiesta sulla sotria, la percezione e l’impatto della vicenda degli ex-mercati Generali. Un territorio in tresfromazione tra speculazione e precarietà.

Ore 22
“Smetto quando voglio”
(Italia, 2014 – diretto da Sydney Sibilia)
È la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che tentano di uscire dall’impasse lavorativa ed esistenziale della precarietà cronica, producendo e spacciando smart drugs.

SERATA DI CONTESTAZIONE IN UNO DEI CINEMA DEL GRUPPO FERRERO

  • luglio 17, 2014 03:15

DERTF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, mercoledì 16 Luglio 2014,a seguito della sgombero di ieri del Volturno Occupato e della sua devastazione, un gruppo di artisti, precarie, studenti, attiviste, occupanti e tante altre persone indignate dallo scempio consumato al Volturno è entrato in uno dei cinema della proprietà Ferrero, uno dei tanti grandi speculatori di spazi di Roma che insieme alla Prefettura ha ordinato ed eseguito lo sgombero e devastazione di uno spazio di cultura Indipendente per costruirci indovinate un pò?..un bingo!!!Hanno distrutto uno spazio in cui si faceva cultura e quindi siamo andati a farlo in una delle sue tante multisale, il Cinema Adriano, rivendicando il nostro diritto di spazi culturali liberi dal profitto e dal mercato ed esprimendo la nostra rabbia per ciò che ci hanno tolto. I fantasmi del Volturno torneranno ad infestare presto luoghi, spazi e momenti privati della loro libertà. VERSO IL CORTEO DEL 17 LUGLIO #CULTURA INDIPENDENTE #IL VOLTURNO SI RIPRENDE

COMUNICATO VOLTURNO SU SGOMBERO e RILANCIO DELLA LOTTA

  • luglio 16, 2014 15:43
Ore 8:15 – Roma si è svegliata con l’ennesima operazione di polizia.
La prefettura ha impegnato una decina di blindati per sgomberare il
Cine Teatro Volturno Occupato.
Il paradigma è quello già visto tante volte: si bloccano le strade
limitrofe, si tengono lontani i solidali.
Questa volta però a far compagnia a Digos e forze dell’ordine c’è una
squadra di operai con martelli, mazze e picconi, con l’ordine di
distruggere tutto e rendere inagibile la struttura.
Un’ora di lavoro basta a demolire 6 anni di autonomia e cultura
indipendente.
La sala teatro, la cucina, i bagni, i laboratori, le pareti con murales
di molti street artists, le attrezzature: nulla è stato risparmiato.
Non resta che un cumulo di macerie.
Era il 2008, quando nell’ambito di uno sciopero generale, un popolo di
artisti, studentesse, precari, militanti, lavoratrici aveva riaperto il
teatro Volturno, un’ edificio storico nel centro di Roma, liberandolo
dallo stato di abbandono in cui si trovava a causa di una speculazione
immobiliare che voleva trasformarlo in una Sala Bingo.
Da allora in poi, si è dato vita ad un progetto di autogestione e
partecipazione dal basso, costruito per sperimentare e diffondere un
modello di socialità e di produzione culturale alternativa alle logiche
del mercato e del profitto.
Lo spazio del Volturno Occupato ha fatto convivere esperienze e
soggettività diverse, la lotta per la casa e gli artisti di strada, un
laboratorio aperto dove crescere insieme e condividere saperi,
è stato luogo d’incontro per le realtà cittadine;
è stato una piazza per riunire le lotte sociali e riprodurre conflitti;
è stato un punto di riferimento per realizzare sogni e soddisfare bisogni.
Un luogo dove si è espressa e coltivata in maniera genuina la cultura indipendente.
Ma questa mattina sono state rimesse le lancette indietro di 6 anni.
La proprietà dell’immobile ha voluto la chiusura e la prefettura ha
eseguito, nel silenzio o indifferenza di chi governa la città.
A chi pensa di risolvere i problemi sociali come una questione di ordine
pubblico rispondiamo che non basta uno sgombero a fermare le idee.
Siamo pronti ad uscire e riprenderci le strade della città come abbiamo
sempre fatto.
APPUNTAMENTI:
Giovedì 17 Luglio alle 18:00 in Piazza Indipendenza per un corteo partecipato
e determinato a dare una risposta a quello che è un attacco a tutti gli spazi sociali,
laboratori e luoghi occupati che animano questa città.
Sabato 19 Luglio alle 19:00 al Ponte Settimia Spizzichino (via Ostiense) nei pressi degli ex-mercati generali
“CINEMA PER IL DIRITTO ALLA CITTA'”,
seconda iniziativa di CULTURA INDIPENDENTE vs. SPECULATION MARKET.
Cinema e Discussioni a favore della cultura indipendente e contro le speculazioni cittadine
Lunedi 21 Luglio alle 19:00 a Porto Fluviale, Assemblea aperta del Collettivo del Volturno Occupato
per elaborare insieme strategie e risposte. Per cospirare.
CULTURA INDIPENDENTE
VOLTURNO SI RIPRENDE