BANDO 2013/2014 RESIDENZE TEATRALI CINE TEATRO VOLTURNO OCCUPATO

  • Settembre 12, 2013 23:42

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Bando Residenze teatrali al Volturno

2013-2014

 

Il Volturno occupato inaugura con questa stagione le residenze teatrali.

Il collettivo che ha occupato questo splendido spazio perché fosse restituito alla città come bene comune con vocazione culturale comunica alle compagnie autoprodotte di teatro che questa sala è disponibile per provare e le invita a partecipare al bando.

Lo fa per una serie di ragioni.

Perché il Volturno è un bene comune, sottratto alla speculazione e al profitto mediante un preciso atto politico, e vogliamo che sempre più persone possano parteciparlo, possano godere di questo spazio, affinché si comunichi alla cittadinanza che, attraverso le pratiche dell’autogestione e dell’autorganizzazione, è possibile una gestione altra delle relazioni sociali, antagonista ad un modello gerarchico basato su rapporti di forza di tipo economico, sociale e/o culturale.

Perché la vocazione teatrale di Roma, da almeno una trentina di anni, per colpevole politica culturale di chi l’ha governata (che ha finanziato quasi esclusivamente rassegne ed “eventi”), è stata quella di posto dove distribuire, dove mostrare, dove mettersi e mettere in “vetrina”. E questo a discapito degli investimenti sulla produzione, incentivando la produzione solo con la creazione di un mercato fittizio, drogato dai bandi, instabile e per ragione di cose dominato da logiche servili e clientelari. Pensiamo invece che le persone crescano creando e che sia necessario ridare fiato, aiutare la produzione e la ricerca. La praticabilità di questo spazio, il suo non pretendere in cambio di questa praticabilità alcun prodotto, ma solo uno scambio di esperienze (v. sotto), vuole incentivare quindi il lavoro creativo e disinnescare la paranoia dimostrativa e da piazzista che spesso angustia gli operatori teatrali.

Perché mettendo in comune questo spazio di prove si fa dumping rispetto a chi invece tende a capitalizzare quelli che ha, si sottraggono risorse alle rendite immobiliari restituendole ai lavoratori del teatro perché li usino per loro. Si tratterà di un’operazione di piccola entità, nel panorama complessivo della città, ma sappiamo che non è piccola cosa nella coscienza e nelle tasche di chi fa teatro e usufruisce di questa possibilità.

Perché ci teniamo ad offrire così, a chi viene, la possibilità di partecipare alla vita e alla cura dello spazio, di stare in un processo di autogestione, e attraverso questo, di riprendersi una parte di quel protagonismo sociale che è diritto di ogni cittadino avere e del quale la società nella quale viviamo tende sistematicamente a privarci.

 

Quando

Il bando quest’anno si articolerà in due fasce di periodi. La prima dall’ultima settimana di settembre a metà novembre. Dopo seguirà l’interruzione invernale (il Volturno è ancora privo di riscaldamento). E poi la seconda fascia da metà marzo a fine giugno. Le compagnie possono richiedere lo spazio per le prove e i laboratori (nel momento in cui questi sono effettivamente laboratori, cioè momenti di ricerca teatrale da parte di tutti i partecipanti, e non quando sono seminari a pagamento) per un tempo minimo di una settimana e massimo di un mese (4 settimane). Lo spazio sarà disponibile dalle 9,30 alle 17,00 dal lunedì al venerdì.

 

Cosa si offre ai partecipanti.

La disponibilità dello spazio del Volturno per le prove.

Lo spazio è dotato di un’illuminazione diffusa fissa e di una cassa acustica abbastanza potente.

 

Cosa si richiede e cosa non si richiede ai partecipanti.

Non si richiedono soldi.

Si richiede di rispettare il codice di comportamento affisso in bacheca e/o inviato via mail.

Si richiede, concretamente, di curare lo spazio come se si fosse ospitati temporaneamente a casa di una persona a cui si tiene. Il che significa: pulirlo autonomamente, lasciarlo al meglio di come si può e tendenzialmente sempre meglio di come lo si è trovato, evitare sprechi e imprudenze, chiudere spazi di cui, eventualmente, è stata data la chiave, comportarsi responsabilmente in caso di emergenze, non dilapidare il patrimonio che vi si trova e se si rompe qualcosa aggiustarla.

Si richiede ai residenti, a tutti i membri della compagnia in residenza, una mezza giornata di lavoro per il Volturno ogni settimana di residenza.

Ogni compagnia dovrà avere un referente(fisso) organizzativo, deputato a tenere i contatti col collettivo del Volturno. Si richiede a questo referente di aggiornarsi sull’attività del Volturno e partecipare alle assemblee per il periodo in cui è residente.

 

Scadenza del bando e requisiti per parteciparvi.

I termini per la presentazione del bando (relativamente alla periodo sino a metà novembre) scadono il 18 settembre.

E’ necessario mostrare, dopo aver concluso la residenza, una prova aperta sul lavoro. Questa prova aperta è proprio una prova aperta e le sue caratteristiche saranno decise dalla compagnia stessa in base ai risultati raggiunti. Può essere un training, una scena con le interruzioni del regista, una serie di scene, uno spettacolo vero e proprio… Come vuole la compagnia.

Non ci sono altri requisiti, a parte il fatto che la compagnia non sia finanziata con fondi FUS e che sia priva di sede stabile a Roma. L’assemblea del Volturno tenderà, comunque, a favorire (pur senza farsene un obbligo) quei progetti sui quali non siano stati erogati finanziamenti specifici.

Come ricorda il codice di comportamento, questo non è uno spazio apolitico. Per cui nella selezione, che è a insindacabile discrezione dell’assemblea di gestione del Volturno, è chiaro che una residenza su un testo che esalta le imprese della Decima Mas, così tanto per fare un esempio, non ha alcuna probabilità di essere accettato.

Come partecipare al bando

Le compagnie che intendono partecipare al bando devono inviare per mail(con oggetto: partecipazione bando) a arteatrovolturno@inventati.org la richiesta con una presentazione del progetto (lunghezza massima due cartelle, per favore) e una presentazione della compagnia o dei suoi elementi principali e/o della sua poetica e attività (anche qui non più di 4 cartelle, per favore).

Va, ovviamente e obbligatoriamente, indicato il periodo richiesto e l’orario.

Va indicato se il progetto gode già di finanziamenti pubblici oppure no.

Sono gradite informazioni sul tipo di presentazione finale che si intende fare, sulle caratteristiche del pubblico che si intende invitare e sull’eventuale politica di comunicazione che si intende adottare in vista di questa performance.

N.B. Il Volturno è uno spazio occupato politicamente attivo. E’ possibile (è già successo, sia pure solo rare volte) che eventuali emergenze politiche, fatti imprevisti e urgenti, vadano ad incidere sul regolare scorrere degli appuntamenti laboratoriali richiedendo l’utilizzo dello spazio del Volturno per altre attività e iniziative. In questo caso si richiede alle compagnie di accettare con buona pace e sorriso (e se magari gli va anche con spirito di condivisione e partecipazione) questa interruzione del lavoro.

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