Teatro & Musica al VOLTURNO [12/06/09]

Musica e danza come strumenti per gridare al bisogno di tolleranza e libertà
ore 20:00: slow-aperitivo
ore 22:30
COMEDIES OF FAMILY LIFE
Tecno – lenta agonia di una famiglia ordinaria e dei suoi visitors
Otto Minattori danno vita alle “Comedies of Family Life”, testo scritto dal drammaturgo polacco Stanislaw Witkiewicz alla tenera età di sette anni.
“Un gruppo di attori sconclusionati inizia e tenta a fatica di portare a compimento un viaggio assurdo nella routine casalinga.
Un’indagine umana della monotonia giornaliera che attanaglia ogni singolo individuo.
Sogni e imbarazzi, incidenti e vendette di un nucleo familiare, condotto all’estrema anomalia dall’immutabilit‡ delle situazioni umane.”
Uno spettacolo quasi privo di dialoghi, dove gli attori affrontano i loro interlocutori guardandoli negli occhi, fiduciosi di trovarvi la disinvoltura necessaria a rappresentare le dinamiche del focolare domestico.
Regia: Jury Djakonov
CON
Pierfrancesco Ceccanei
Valeria Cocco
Roberto Giannuzzi
Maria Giordano
Orsetta Paolillo
Viviana Picariello
Andrea Standardi
Margherita Vicario
Technical Director: Loredana D’Agruma
INGRESSO LIBERO USCITA A CAPPELLO
IL SALTO DELL’ASTA
Roma, 28 Maggio. Questa mattina 50 persone si sono presentate sotto lo studio
del notaio Paolo Silvestro a via dei Sansovino 6. Nonostante l’asta fosse stata
spostata all’ultimo momento alle 18.00 di questo pomeriggio, sono entrate nello
studio per chiarire il loro dissenso allo svolgersi dell’asta.
L’hanno obbiettata perché, a parer loro, non si è tenuto
conto del legittimo proprietario dello storico teatro: la città di Roma. Fra di
loro i fantasmi del teatro di varietà sono tornati in vita per ricordare che da
7 mesi il Volturno, dopo anni di abbandono, è diventato un luogo pubblico di
libertà, in cui varie reti sociali e solidali trovano il luogo dove esistere,
uno sportello sui problemi abitativi incontra le storie di chi vive quel
territorio e le sue periferie, decine di artisti animano la vita culturale
romana.
Gli obbiettanti sono contrari alla vendita dell’immobile e
giudicano irresponsabile la scelta di cambiare la destinazione d’uso del
Volturno in commerciale per rendere il boccone più appetibile.
Il Volturno è e deve continuare ad essere un bene comune
della città.
MALA DISTRIBUTIÓN presenta BEKET
–>sarà presente il regista in sala<–
20:00 Slow Aperitivo
21:30 BEKET di Davide Manuli 80′ Ita 2008
Vladimiro e Estragone, si incontrano in una terra di nessuno, e visto
che l’autobus per Godot non si ferma, decidono di andare a piedi. Ma i
loro vagabondaggi sospesi fra confessione autobiografica e sberleffo
metafisico echeggiano la stessa ricerca di un dio beffardo che si
manifesta in trance techno-pop o magari si nasconde dietro personaggi
assurdi e sfuggenti. È un carnevale in bianco e nero di incontri
impossibili, di autobus che volano sopra chi li aspetta, di mitologie
degradate e derisorie. Adamo e Eva, un Mariachi sarcastico (Roberto
"Freak" Antoni), una sirena bellissima e forse assassina, un cowboy
improbabile e gigione ridotto a cavalcare una vecchia Panda (Fabrizio
Gifuni). C’è anche Paolo Rossi! Mentre la voce dello stesso Manuli
inietta qua e là grumi di memorie infernali e forse personali, in una
Sardegna mai vista così deserta.

Contro l’asta di vendita del Volturno
DIFENDIAMO
VOLTURNO:OCCUPATO
Sull’onda
delle occupazioni di casa, dei movimenti studenteschi e degli
scioperi precari dello scorso autunno la città si riappropria
e recupera l’ex cinema Volturno dallo stato di abbandono e di
degrado in cui si trovava da 15 anni.
Il
16 ottobre 2008 Volturno diventa un luogo liberato, spazio di
movimento e reti cittadine.
In
una città come Roma dove, negli ultimi mesi in particolare, è
stato negato alla cittadinanza il diritto di vivere liberamente le
strade e gli spazi della socialità, dove le piazze sono
militarizzate e video-sorvegliate, si cominciano ad intravedere i
primi risultati nefasti della nuova deriva securitaria di questo
governo autoritario e razzista. Si vietano cortei di protesta, si
rastrellano le persone in stato di clandestinità e si
riempiono le galere e i C.I.E. (centri di identificazione ed
espulsione).
Un
attacco continuo al mondo dell’autogestione non è più
sopportabile!
Mentre
la città si accinge ad accogliere il summit del g8 sulla
sicurezza e l’immigrazione e si prepara la contestazione del 30
maggio, è doverosa una riflessione sul ruolo di centralità
di questo spazio nella città.
Volturno
è attraversato da moltitudinarie forme di vita.
Studenti,
precari, migranti, occupanti di casa, operatori tecnici, artigiani e
lavoratori della conoscenza, tutti impiegati in una produzione
immateriale fatta di servizi, assistenze, collaborazioni e
consulenze. Questi soggetti hanno trovato un luogo fisico ed uno
spazio di dibattito in cui raccontarsi e conoscersi creando reti,
relazioni e percorsi di lotta che partono dal basso. Dalla critica di
quelle vite precarie di lavori intrisi di asettico tecnicismo in cui
non è concesso esprimere giudizi, a quelle forzatamente
anonime che rinchiudono nella solitudine e nell’alienazione, si è
costruita l’idea di una vita altra, liberata dal lavoro e dal
consumo, di una città sostenibile e solidale, di una cultura
vera ed indipendente. Volturno è stato animato dalle
progettualità creative ed espositive di una città che
libera uno spazio e lo apre alla partecipazione di tutti quei
soggetti che non trovano o non aspirano alla legittimità negli
spazi ufficiali della formazione e dell’arte. Nel Volturno, ex
teatro dove un tempo si esibivano i grandi nomi dell’avanspettacolo
e che il recente passato voleva violentare trasformandolo in una sala
bingo, è stato creato un processo continuo che trasforma la
frenesia in lentezza, la selezione in partecipazione, la competizione
in condivisione e cospirazione. L’arte, il teatro, il cinema e la
fotografia trovano il modo di esistere fuori dalle logiche di
controllo e di mercato, dimostrando che le idee hanno bisogno di un
luogo per prodursi e riprodursi.
Il
28 Maggio, a due anni dal primo tentativo di vendita, ritroviamo l’ex
cinema Volturno nell’asta fallimentare del gruppo Cecchi Gori.
Per
impedire che si speculi su un bene di tutti, per difendere i luoghi
dei movimenti, per tutelare gli spazi di libera espressione, per
rilanciare la nostra resistenza alla repressione,
SOSTENIAMO
LA PRATICA DELL’AUTOGESTIONE
DIFENDIAMO
VOLTURNO OCCUPATO!
LIBERO
SPAZIO LIBERE IDEE!
26
Maggio h.22.00 @ p.zza Trilussa – FlashMob / Proiezioni Garantite ”
iLVOstroTURNO”
27 Maggio h.17.30 @ Assemblea Cittadina
“la Riqualificazione dell’ex cinema Volturno” (Carovana
Città Bene Comune)
28 Maggio – Volturno all’Asta: Salta
chi Zompa
IL MESTIERE DELLO SCENEGGIATORE
20:00 Slow Aperitivo
21:30 IL MESTIERE DELLO SCENEGGIATORE di Massimo Pirri con Tonino Guerra
interviene Morando Morandini Junior (sceneggiatore)
Massimo
Pirri attento osservatore della realtà, sguardo critico della società
contemporanea, autore indipendente degli anni 70 e 80 , ha realizzato
pellicole come Calamo, Italia,ultimo atto, L’immoralità e Tunnel.
Retrospettiva a cura di La mala distribution

MALA DISTRIBUTIÓN presenta ISHAK
–>sarà presente il regista in sala<–
20:00 Slow Aperitivo
21:30 ISHAK documentario di Matteo Pasi, Marcello Dapporto e Miguel Gatti
È la storia di Ishak, un diciassetenne di origine curda che vive nella
baraccopoli di Ayazma, e del suo viaggio nel Kurdistan turco intrapreso
nel momento in cui la stessa baraccopoli è sotto sgombero. Il
documentario entra dentro le dinamiche speculative dello sgombero,
svelando l’oscura realtà di un paese dove si continua a non riconoscere
l’Identità della popolazione curda. In questo contesto Ishak decide di
partire verso il Kurdistan, per conoscere la sua terra e la sua cultura
d’origine. Durante il viaggio scopriamo l’animo semplice di Ishak,
distante dalle dinamiche sociali e politiche che lo coinvolgono, e lo
seguiamo anche nel suo ritorno a Istanbul, dove l’ennesima sconfitta
attende lui e la sua famiglia.



