IL PRESIDIO DI VIA DEL POLICLINICO 137/143 COMPIE UN MESE

  • Gennaio 5, 2010 13:16

Il
4 dicembre 2009 un centinaio di nuclei in emergenza abitativa hanno
iniziato un presidio permanente contro le banche e la crisi davanti a
due edifici vuoti di proprietà della Bnp/Paribas e di
Unicredit. Hanno passato al freddo, al vento, sotto la pioggia anche
le festività natalizie e l’ultimo dell’anno.

Dal
23 dicembre 2009 si è aggiunto anche il presidio (Tendopoliz)
presso l’assessorato comunale alla casa in Lungotevere de’Cenci.

Questi
due momenti di mobilitazione che vedono impegnate molte persone hanno
espresso la loro vicinanza e la loro solidarietà ai lavoratori
e ai precari Ispra, partecipando alla fiaccolata del primo gennaio
2010.

Riteniamo
infatti che le numerose “resistenze” contro la crisi, i
licenziamenti, gli sfratti e il caro affitti, devono unirsi e
manifestare insieme un forte dissenso all’inadeguatezza delle
soluzioni proposte dalle amministrazioni e dal governo per affrontare
la precarietà abitativa e di reddito.

L’11
gennaio si riunirà la conferenza dei capigruppo comunali per
calendarizzare il dibattito sul “piano casa” e l’eventuale
consiglio comunale straordinario, “promesso” ai movimenti il 21
dicembre u.s.

Invitiamo
tutti e tutte all’assemblea pubblica presso l’assessorato alla
casa, l’11 gennaio alle 16.30.

Roma,
4 gennaio 2009

Movimenti
per il diritto all’abitare

http://abitarenellacrisi.noblogs.org/

Info
345.8365942
349.7117095

UNA VITA SENZA CASA E’ COME UN CIELO SENZA STELLE…

  • Dicembre 16, 2009 11:51

Questa
lettera non è scritta da qualcuno ma è scritta da molti, da molte mani
e da molte teste, da molti cuori e da molti corpi, che in questi anni
hanno animato le lotte per il diritto all’abitare contro la rendita e
per il reddito garantito.

È
scritta da chi ogni mattina si alza e va a lavorare, senza un contratto
o con un contratto precario, da chi sale sulla sua macchina a rate, e
sogna una casa, e si ripete sempre la stessa frase…”NUN SE PO’ FA’”.
E lo dice perché, col suo bel contratto o col suo bel lavoro al nero,
un mutuo non glielo danno, anche se disposto ad “ipotecare” il proprio
futuro indebitandosi irrimediabilmente con la banca di turno.

Questa
lettera è scritta da chi apre la mattina il negozio di qualcun’altra e
che sogna di poter tornare a casa sua la sera e stare sola e mettere la
sua musica con i piedi sulla sedia e il sedere sul divano, sul divano
di casa sua, ma la frase che ascolta ogni volta che si siede di fronte
al direttore di una banca è “NUN SE PO’ FA’”.

Questa
lettera è scritta anche da chi sono anni che ha il posto fisso o lavora
in mezzo ai “fannulloni”, però col suo stipendiuccio si e no ci paga il
mutuo e forse ci arriva a fine mese.

Questa
è anche la lettera di chi da anni aspetta un alloggio popolare e che
alle prese con uno sfratto esecutivo per morosità chiede un rinvio e si
sente ripetere “NUN SE PO’ FA’”.

Questa lettera la scrive chi viene da lontano, lavora l’intera giornata e
tutte le sere torna per dormire in uno spazio che gli costa 300 Euro al
mese. Quando prova a chiedere al padrone di casa di abbassare l’affitto
e si sente rispondere “NUN SE PO’ FA’”.

Infine
questa lettera la scrive chi viene in questa città per studiare e con
un sogno nel cassetto, e si trova ammucchiato in case in affitto spesso
al nero. Il canone lo paga con soldi guadagnati lavorando sempre al
nero in un locale la sera, e quando chiede al proprietario un contratto
riceve in risposta un sospiro e la classica risposta “NUN SE PO’ FA’”.

In
questa nostra città, dove lo scempio urbanistico è profondo, dove si è
regalato molto alla rendita immobiliare, si sono vendute migliaia di
case popolari, si sono accesi mutuo insolvibili, si sono sfrattate
migliaia di persone, si sono dismessi ingenti patrimoni immobiliari
degli enti, si è precarizzato il lavoro, si è incentivato l’acquisto e
il consumo di suolo, esiste una voce chiara, ostinata e contraria a
tutto questo ed è la voce dei movimenti per il diritto all’abitare. Una
voce che si oppone, che recupera spazi abbandonati pubblici e privati
garantendosi un tetto e riacquistando una parte di reddito.

Chi
scrive lo ha fatto ancora. Ha censito e sta presidiando un edificio di
5 piani vuoto da tempo di proprietà della BNL-Paribas, una delle
maggiori banche europee responsabili della crisi che tutti e tutte
stiamo attraversando. Ci stiamo riprendendo una parte di ciò che ci
spetta e lo stiamo sottraendo alla speculazione immobiliare e alla
rendita parassitaria.

Cosa vogliamo ?

Un
piano straordinario di case pubbliche, popolari e di qualità; il
recupero di tutte le aree dismesse e di edifici come le caserme; un
blocco generalizzato degli sfratti per morosità e degli sgomberi; una
moratoria sui mutui per chi rischia l’insolvenza; la requisizione degli
edifici non utilizzati appartenenti a grandi proprietà e alle banche;
una graduatoria che tenga conto delle nuove figure sociali precarie e
tuteli il diritto dei singoli ad avere un alloggio.

Noi saremo al Volturno occupato (via Volturno 37) Venerdì 18 DICEMBRE 2009, alle ore 17.30, per discuterne insieme e dire a chi da anni ripete “nun se po fa’”: MO’ BASTA !

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa e Blocchi Precari Metropolitani

A OCCHIO CRUDO – domenica 29 Novembre – cineforum

  • Novembre 26, 2009 10:59

il cinema strumento di indagine e conoscenza,

ma anche modo per
esprimere

personali e singolari

interpretazioni delle realtà

————————————————————————————————————————–ore 20:00

slow aperitivo corto e metraggi

————————————————————————————————————————–ore 21:00

COME UN UOMO SULLA TERRA
Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene 60′ Ita 2008

Dal
2003 Italia ed europa chiedono alla libia di fermare i migranti
africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono
migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non
saperlo?

La voce diretta dei migranti etiopi sulle brutali
modalità con cui la Libia sta operando, per conto e grazie ai
finanziamenti di Italia ed Europa, il controllo dei flussi migratori
dall’Africa.
Andrea Segre e Dagmawi Yimer riescono a dare voce alla
memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali
l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere
ancora a lungo nascoste.

——————————————————————————————————–ore 22:30 (circa)

ZEITGEIST THE MOVIE Peter Joseph 2007
doppiato in italiano da ArtelierVideo –
ESCUSIVA MONDIALE
http://www.zeitgeistmovie.com/
VOLTURNO:OCCUPATO
Via Volturno 37 (termini) ROMA
volturnok@autistici.org
http://volturno.noblogs.org

———————————————————————————————–ingresso a libera sottoscrizione

Venerdì 27 Novembre Cinema & Teatro

  • Novembre 26, 2009 10:55

28/11 Teatro d’improvvisazione _Arrivando all’ìimprovviso

  • Novembre 24, 2009 14:48

Riprendiamoci la notte!

  • Novembre 20, 2009 22:22
(Comunicato TBN)
Stanotte a Roma una delle transessuali legate al caso Marrazzo è stata trovata morta, il cadavere bruciato.
Brenda
era una delle tante sex workers che giorno e notte lavorano
nell’illegalità, sfruttate ed umiliate, da un sistema omofobo,
transfobico e repressivo.
Ogni giorno donne, lesbiche, omosessuali,
transessuali, migranti vivono un’esistenza di marginalità e precarietà,
nelle strade invase da ronde e picchiatori, diventano visibili solo
quando salgono alla ribalta dei fatti di cronaca nera, picchiate,
violentate, uccise.
Oggi 20 novembre, nella giornata mondiale in
ricordo delle vittime di transfobia, un’ennesimo nome va aggiunto a
questa lista: chiediamo che sia fatta luce su questa morte legata a
doppio filo alla politica del potere, dei favori, delle mazzette.
Domani
saremo in piazza: donne, lesbiche, migranti, transessuali in un corteo
notturno per le strade di Roma, per riprenderci la notte, le strade
della nostra città, per affermare l’autodeterminazione dei nostri corpi.
Verità e Giustizia per Brenda.
 
Appuntamento il 21 novembre 2009 in piazza Vittorio alle 18,30



Dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti
ma soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol
dire sicurezza per noi. Nell´immaginario comune, la notte è sempre
stata associata all’insicurezza, alla violenza, alla paura e col tempo
noi stesse abbiamo imparato a introiettare l´idea del pericolo del
mondo esterno.


Con i "loro" mezzi di
comunicazione assordanti vogliono inculcarci l´idea del terrore della
vita che troviamo fuori dalla casa (italiana), sinonimo di protezione e
sicurezza.
Non
ci rinchiuderanno nella prigione delle mura domestiche per far godere
l´uomo padr(on)e e marito,  attraverso il controllo sul corpo e sulla
libertà delle donne.
Non presteremo i nostri corpi per giustificare le politiche sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta.
Siamo pronte a uscire nelle strade a ridosso del 25 novembre,
giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per ribadire che la
sicurezza non è data da piu’ telecamere né dall’emarginazione, 
detenzione ed espulsione degli immigrati e delle immigrate, ma dalla
nostra
libertà e autodeterminazione dentro e fuori casa.


Vogliamo vivere le nostre strade
anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure.
Vogliamo non sentirci mai da sole.
Vogliamo
dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, ai gay
perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una
città fatta di ronde e lame, perché la nostra arma è la solidarietà.


Questa crisi tanto temuta e così
poco ammessa viene sfruttata per restringere le libertà acquisite in
anni di lotte: i respingimenti in mare dei migranti, come quelli delle
donne nelle case, la negazione del diritto al dissenso, la distruzione
della scuola pubblica, la svalutazione delle donne su tutti i fronti,
specie in campo lavorativo. Infatti precarietà o pratica delle
dimissioni in bianco restano problemi per lo piu’ femminili, impedendo
alle donne, che vogliano sfuggire a situazioni di violenza in famiglia,
di farlo.
Nessuno si
chiede perché i famosi assenteisti di Brunetta fossero in maggioranza
donne, dato che su di loro ricade tutto il peso di un welfare sempre
meno efficiente.


Tutto questo accade mentre la
Chiesa continua a proporre un modello familiare in cui la donna
conservi il ruolo di incubatrice e balia, mentre la società diventa
sempre più fascista, ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della
donna o santa o puttana. Così la violenza è palese solo quando a
compierla è il tossico, l’immigrato o il rom e si arriva a giustificare
l´ubriachezza dei "bravi ragazzi", che agiscono per soddisfare bisogni
dovuti, mentre lo stesso comportamento rende la donna un´incosciente
che "se l´è cercata".


Ma in tutti questi casi non si
indaga la violenza alle radici, la giustificazione è sempre la
devianza, mentre noi sappiamo bene che la violenza è diffusa e
propagandata dai media e dalla cultura. Si sistematizza una violenza
più subdola, in un paese in cui escort e prostitute sono messe
alla berlina, umiliando e denigrando la donna attraverso comportamenti
di certi personaggi politici che vengono imposti come modello vincente.


*E tra l´affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi vogliamo dire la nostra.*


*Invitiamo
donne, puttane, comunità glbtq, migranti e rom, gruppi e collettivi
femministi e tutti coloro che vogliono riprendersi la notte a
partecipare alla manifestazione del 21 novembre.*
 

Al termine del corteo in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale, che vedrà la partecipazione di:


Bianca Giovannini (Banda Jorona)

Honeybird&the birdies

Giulia Anania

Eli Natali

Siateci!

Giovedì 12/11 h.19 _ Aperitivo a sostegno di Take Back The Night, corteo notturno contro la violenza su donne, lesbiche e trans 21/11

  • Novembre 11, 2009 00:21

 Giovedì 12/11 h.19 

Selezioni Musicali a cura di Simona

Aperitivo con vino, birra, torte rustiche e dolci!

Proiezione del Film_Vogliamo Anche le Rose (Alina Marazzi, 2007)

"La regista Alina Marazzi ripercorre gli anni della liberazione sessuale femminile e per farlo usa immagini di repertorio, filmati in super8, immagini delle Teche Rai e della Cineteca di Bologna, film sperimentali di Adriana Monti, Loredana Rotondo e Alfredo Leopardi, testi tratti dai diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano. Non mancano lettere e conversazioni con le testimoni di quegli anni, foto dell’epoca, fotoromanzi e riviste. Ma tutte queste immagini vengono intercalate a tre percorsi individuali vissuti a Roma, quelli di Anita, Teresa e Valentina, che scrivono le loro memorie nel 1967, nel ’75 e nel ’79."

Contemporaneamente sarà aperto lo sportello delle donne, questo giovedì supportato da assistenza legale.

(Volturno:Occupato Via Volturno, 37 zona Termini)

 

Aspettando…

 

X info: http://takebackthenight.noblogs.org/

CroMeDrop @ Volturno 14 /11/09

  • Novembre 10, 2009 19:42

16 Ottobre 2009 I° Anno di occupazione!

  • Ottobre 12, 2009 17:00

Il
16 ottobre del 2008 alla vigilia di uno sciopero generale e nel pieno
di un’onda studentesca, un ex cinema/teatro viene liberato e restituito
alla città.

Un
anno fa si è evitato che andasse in porto un ennesimo progetto di
antisocialità e speculazione in cui i meccanismi di controllo sociale fanno del tempo libero una merce di scambio trasformando l’ individuo in passivo consumatore.

Durante
quest’anno lo spazio è stato attraversato e vissuto da reti e soggetti
che sostengono e nutrono lo stesso processo critico all’interno della
città; l’ex cinema Volturno è diventato luogo assembleare e centro
culturale che offre la possibilità ad artisti, precari e migranti di avere uno spazio in cui provare, crescere, confrontarsi e condividere sogni, aspettative, vertenze.

Noi
immaginiamo e viviamo uno spazio in cui l’arte trova il modo di
esistere al di fuori di logiche autoritarie e di mercato, aperto alla
partecipazione di tutti quei soggetti che non trovano o non vogliono
trovare agio negli spazi ufficiali e patinati della società così come
della cultura.

Questo
autunno è iniziato con uno squallido tentativo di criminalizzare i
movimenti sociali ed autorgannizzati gli stessi che di luoghi come il
Volturno sono anima e linfa quotidiana.

Lo sgombero dell’ ex Regina Elena, le campagne medianiche e giudiziarie contro l’ex 8
Marzo hanno trovato una risposta forte ed incisiva fatta di tendopoli
ad oltranza, tetti occupati, cortei cittadini e presidi in tutta la
città.

Il
lato pubblico ed orizzontale dei movimenti ha fatto emergere il fatto
che figure leaderistiche e scopi da malavitosi possono essere solo
nelle cattive coscienze di chi valuta pericoli i nostri sogni e le
nostre idee.

Ad
un anno dall’ inizio di questa esperienza, alla vigilia di un corteo
nazionale contro il razzismo e di un nuovo sciopero generale, per
ritrovarci tutt* insieme con i nostri sogni, i nostri 1000 pregi ed i
tanti difetti.


1° compleanno del Volturno Occupato

  • Ottobre 12, 2009 11:25

16 OTTOBRE

Programma della serata.

DALLE ORE 20.00 cenetta vegetariana, musica e vino

ALLE 22 in sala grande teatro con:

Turn about day one, “Teatro alla carta”

PROIEZIONI documentari autoprodotti di movimento

_Magliana resiste (ex scuola 8 marzo)

_siamo tutt* sullo stesso tetto

dalle 23.00 _ ElectronicA, IDM_

FIRE AT WORK

and performing live video

_Minimal techno dance floor

the Noses

and free experimental mixer

ingresso a libera sottoscrizione

17 / 10 CORTEO ANTIRAZZISTA

H 14.30 P.zza della REPUBBLICA